Sala del Tesoro – Basilica di San Domenico Maggiore

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Sala del Tesoro – Basilica di San Domenico Maggiore

Attività di educazione al bene culturale e valorizzazione del territorio; percorso di conoscenza e approfondimento sulla collezione di abiti aragonesi e arredi sacri

Beneficiari: minori

Durata stimata della visita: 40 minuti

Lingue disponibili per l’accompagnamento durante la visita: Italiano – Inglese

Programma di massima: Accoglienza e visita guidata

Giorni e orario di visita: tutte le mattine dal martedì alla domenica 09.30-12.00; pomeriggio venerdì e sabato 16.30-19.00

La Sala degli Arredi Sacri, meglio conosciuta come Sala del Tesoro è il fiore all’occhiello di ParteNeapolis. La cooperativa cura, in esclusiva, i servizi di accoglienza e visite guidate alla sala, realtà museale situata nella Sagrestia della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli. Maestosa ed elegante, offre al visitatore un viaggio nel passato. In origine la sala custodiva le teche contenenti i cuori dei sovrani Carlo II d’Angiò, Alfonso il Magnanimo e Ferdinando d’Aragona. Tuttavia, all’inizio del XIX secolo, durante l’occupazione francese, queste ultime furono fuse e dei cuori non si ebbe più notizia. La sala del tesoro, che comunica con l’adiacente Sagrestia tramite la seicentesca porta lignea attribuita a Cosimo Fanzago, è arredata con monumentali armadi in noce del 1749, intagliati e decorati, che custodiscono una mostra permanente suddivisa in quattro sezioni tematiche:

– Le Arche Aragonesi, preziosi abiti del 400 e 500 indossati dai sovrani aragonesi e da nobili della corte vicereale, sepolti nelle arche custodite ed esposte nella sagrestia della basilica.

– Le Processioni, busti reliquiario di santi domenicani, anticamente portati in processione, panni ricamati, candelabri in ferro battuto e vasi con preziose palme in madreperla.

– Il tesoro, preziosi paramenti liturgici dei frati domenicani: piviali, pianete e paliotti, ricamati in oro, argento e sete policrome, damascati e broccati.

– Gli arredi sacri, manufatti di pregiata fattura che abbellivano i luoghi della basilica, tra cui un crocefisso in bronzo dorato e cristallo di rocca, dono di Alfonso d’Aragona all’ordine dei Domenicani. La cooperativa gestisce la Sala in virtù di una convenzione stipulata con il Ministero dell’Interno F.E.C. (Fondo Edifici di Culto), proprietario dell’immobile e dei beni in esso conservati, e i Padri Domenicani, custodi e responsabili dell’Ufficiatura.

Attività: .
   

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